Tutto ha inizio con un’azione quotidiana, la preparazione di un caffè, rituale d’inizio giornata in questo caso d’inizio spettacolo e allo stesso tempo forma di benvenuto agli spettatori e pretesto per l’incontro degli artisti in scena. Il quotidiano viene immediatamente ribaltato inserendo questa preparazione all’interno di un’incredibile machine (un percorso ad effetto domino) giocando così con ironia a sfidare le leggi della fisica pronte ad azionare una serie d’imprevisti.
Il secondo atto è un elogio al circo contemporaneo nella sua essenza, un’esaltazione delle abilità e della ricerca con gli attrezzi circensi prediligendo l’aspetto coreografico.
Il terzo ed ultimo atto mette al centro la musica e le capacità poli strumentistiche dei musicisti in scena che creano in questo caso un crescendo di atmosfera techno araba, accompagnato da uno charivari acrobatico collettivo, che porta a riempire il palco con tutti gli artisti in un tripudio di suoni ed acrobazie.
Complicità, fragilità, spensieratezza.
E tu il caffè lo prendi con o senza zucchero?