Città di Circo è l’evento più importante organizzato dal Forum Nuovi Circhi e riunisce tutte le compagnie del Forum per un mese di spettacoli, formazione, confronto, studio, incontro con il pubblico e le Istituzioni. Un centinaio di artisti delle compagnie del Forum e di compagnie ospiti per un mese autogestiscono una comunità e, in una “città” composta da 5 o più chapiteaux e tende, propongono un modello concreto di comunità patrimoniale, così come inteso dalla Convenzione Quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Faro, 27 ottobre 2005).
Città di Circo, 2026
I vascelli vagabondi del circo contemporaneo tornano a Bologna. Dopo tre anni di solitarie navigazioni, gli equipaggi di queste navi spaziali dello spettacolo attraccano al Parco di Villa Angeletti per la loro grande festa. Sotto i tendoni, più di 50 spettacoli a offerta libera, convegni, concerti, film e laboratori per un evento unico in autofinanziamento totale.
Una sfida? No. Città di Circo è Resistenza Culturale. Oggi non si tratta di dimostrare niente: da un decennio i circhi contemporanei solcano i mari dello spettacolo, sospinti da abili marinai.
È l’ostinazione di tanti folli che ogni giorno lottano perché quel “Grande Altro” non divori ogni cosa: l’associazionismo, lo spettacolo, la cultura, gli ultimi fragili ideali. È marcio l’alito di quella politica che, iniettando paura, vomita l’assurdo mantra «servono più bombe». Non scuole migliori, non più giustizia sociale, non più sanità né cultura. Al disastro ideologico si somma inevitabilmente quello ambientale, gravato dall’inazione dei governi.
Eppure si sente ripetere: «L’intelligenza artificiale cambierà il volto del pianeta nei prossimi anni». Forse mesi. È vero, succederà. Ma l’IA non potrà mai cucinare il ragù o chiudere i tortellini, fare un salto mortale o volare per davvero. Non puzza, non profuma, non è calda, non fa ridere, non fa piangere. Essa è morta, che parla. In un video il vostro presidente metà gatto e metà coniglio canta lirica, ma è tutto finto.
Il circo, invece, quello è vero. Eccome.
Scegliete voi: per tre settimane c’è un’alternativa al mondo virtuale, al niente. Siamo qui. Prenotate subito, perché non vediamo l’ora di accogliervi sotto il tendone per questo evento creato dal basso, pubblico e artisti insieme, per affermare che il genere umano è ancora vivo.